Carve the Mark. I predestinati - Veronica Roth

marzo 13, 2017 Laura Franchin 1 Comments


Buon pomeriggio, bookscatchers!
Ieri sono andata al Parco di Monza con il mio ragazzo e, spaparanzata su un prato e con il sole a scaldarmi, sono finalmente riuscita a terminare Carve the Mark. I predestinati di Veronica Roth.

TITOLO: CARVE THE MARK. I PREDESTINATI
AUTRICE: Veronica Roth
CASA EDITRICE: Mondadori
COLLANA: Chrysalide
PAGINE: 432
PREZZO DI COPERTINA: 15,90 €
EBOOK: 9,99 €
LINK PER L'ACQUISTOQui

SINOSSI
In una galassia percorsa da una forza vitale chiamata corrente, ogni uomo possiede un dono, un potere unico e particolare, in grado di influenzarne il futuro. 
CYRA è la sorella del brutale tiranno che regna sul popolo shotet. Il suo dono, che le conferisce potere provocandole allo stesso tempo dolore, viene utilizzato dal fratello per torturare i nemici. Ma Cyra non è soltanto un'arma nelle mani del tiranno. Lei è molto più di questo. Molto più di quanto lui possa immaginare. AKOS è il figlio di un contadino e di una sacerdotessa-oracolo del pacifico popolo di Thuvhe. Ha un animo generoso e nutre una lealtà assoluta nei confronti della famiglia. Da quando i soldati shotet hanno rapito lui e il fratello, l'unico suo pensiero è di liberarlo e portarlo in salvo, costi quel che costi.
Nel momento in cui Akos, grazie al suo dono, entra nel mondo di Cyra, le differenze tra le diverse origini dei due ragazzi si mostrano in tutta la loro evidenza, costringendoli a una scelta drammatica e definitiva: aiutarsi a vicenda a sopravvivere o distruggersi l'un l'altro. 
Carve the Mark – I predestinati è un racconto indimenticabile sul potere, l'amicizia e l'amore in una galassia carica di doni inaspettati.


RECENSIONE
Non avevo mai letto nulla della Roth. Sono sempre stata attratta da Divergent, ma non mi sono mai decisa a leggerla a causa delle pessime recensioni che ho sentito su Four; letto Carve the Mark. I predestinati, però, credo che darò alla serie una possibilità.
Il mondo in cui veniamo catapultati quando leggiamo questo romanzo non è semplice da comprendere, perché vengono utilizzati dei termini che non sono presenti nel nostro vocabolario, perché si parla di una galassia diversa dalla nostra, perché si raccontano le vicende di popoli diversi (anche se non troppo) da noi, ma grazie alla scrittura lineare, semplice e coinvolgente dell'autrice mi sono sentita subito parte della storia. 
Mi è piaciuto molto l'espediente dei fati di coloro che sono predestinati - anche se me li immaginavo diversi, più significativi - e quello dei donicorrente, perché danno un tocco in più alla vicenda.
Carve the Mark, a parer mio, tratta temi molto importanti e nel romanzo inevitabilmente viene approfondita la tematica della schiavitù e dello sfruttamento.
Ho letto che su internet si è scatenata una polemica contro Veronica Roth, perché molte persone hanno visto in Carve the Mark un romanzo razzista. Se devo parlare sinceramente, io non ho riscontrato questo problema. Okay, viene detto che gli shotet hanno la pelle più scura e sono un popolo di guerrieri, mentre gli abitanti di Thuve hanno la pelle chiara e sono un popolo pacifico, ma non è che nel libro i due popoli vengono divisi nettamente come "chiari" buoni e "scuri" cattivi! 
Quello che spicca in Carve the Mark è un governo malato, un regno governato da un despota che, certo, molte persone seguono, ma che spesso è accondisceso solo perché la gente ha paura di lui e del dolore che potrebbe procurar loro attraverso il suo "Flagello".
Chi ha letto il libro sa benissimo che alla fine determinate persone si dimostrano per ciò che sono realmente (positivamente o negativamente) indipendentemente dal colore della loro pelle, quindi mi chiedo dove stia il problema.
Inoltre, anche il fatto che la vicenda sia vista da due punti di vista - quello di Cyra e quello di Akos -, ma che solo la ragazza parli in prima persona (infatti, nei capitoli in cui è Akos il protagonista la storia è narrata in terza persona) è significativo e, secondo me, dà modo di riflettere.
Aspettando il seguito di Carve the Mark, concludo lasciandovi una citazione di Cyra che mi è particolarmente piaciuta e che calza a pennello con ciò che ho detto poco sopra:

"Pretendi di dividere le persone tra due estremi. Buone o cattive [...]. Lo capisco. Così è più facile. Ma non è così che funziona la gente." (Cyra, p. 343)

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1 commento:

  1. Penso di leggere il romanzo il prossimo mese. Ho saputo della polemica e ne ho un po' parlato sul mio blog, perché il modo in cui i lettori oltreoceano si attaccavano l'un l'altro non era solo imbarazzante ma anche estremamente offensivo.
    Per giunta ho scoperto che molte critiche arrivavano da chi non aveva letto il libro e si comportavano in tal modo solo per sostenere chi si era sentito offeso.
    Ora bisognerebbe disquisire ore intere sulla necessità di informarsi su una determinata cosa prima di tranciare giudizi, ma suppongo che la risposta sia abbastanza ovvia.

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