Outlander. L'amuleto d'ambra (#2) - Diana Gabaldon

marzo 27, 2017

Buongiorno, lettori!
Una nuova settimana è iniziata e insieme a essa arriva qui sul blog anche una bella recensione. Dopo aver parlato, poche settimane fa, del capitolo zero della saga di Outlander, oggi ecco a voi la mia opinione sul secondo volume della serie: L'amuleto d'ambra.






TITOLO: OUTLANDER. L'AMULETO D'AMBRA
AUTRICE: Diana Gabaldon
CASA EDITRICE: Corbaccio
PAGINE: 504
PREZZO DI COPERTINA: 18,60 €
LINK PER L'ACQUISTOQui

SINOSSI
Scozia, 1945. Claire Randall, infermiera militare, attraversa un antico cerchio di pietre e si trova proiettata indietro nel tempo, nell'anno del Signore 1743, in un mondo radicalmente diverso. Stati Uniti, 1968: per vent'anni Claire ha mantenuto il suo segreto ma ora, divenuta vedova, torna con la figlia a Craigh na Dun, in Scozia. In quel luogo fatato svelerà il mistero della sua vita e racconterà a Brianna, una splendida ragazza dai capelli rossi, la magia di quel cerchio di pietre, un amore che trascende i confini del tempo e la storia di James Fraser, un guerriero scozzese che l'aveva conquistata al punto da farle abbandonare la propria epoca e mettere in gioco la propria identità. Ed è proprio nel tentativo di ritrovare Jamie che Claire si ritufferà nelle vertigini di un passato che l'aveva portata fino alla corte di Versailles per provare a cambiare il corso della Storia. Ma la strada è lunga, e piena di sorprese e imprevisti.


RECENSIONE
Ho letto Outlander. La straniera qualche mese fa e mi sono totalmente innamorata dei suoi personaggi, dei luoghi, delle descrizioni, del ritmo incalzante, dei colpi di scena, dell'aura di magia che avvolge tutta la vicenda di Claire.
Ne L'amuleto d'ambra (titolo che - a parer mio - tradotto in questo modo perde tutto il significato che aveva in inglese e che si comprende da una particolare frase del romanzo) mi sono particolarmente mancati la Scozia e i suoi abitanti. Certo, anche Parigi, la campagna francese e la nobiltà vengono ben descritti, ma non c'è un luogo che mi ha lasciata senza fiato o un personaggio in particolare che mi ha colpito. Forse, l'unico che è riuscito a incuriosirmi è Mastro Raymond, ma egli ha praticamente lo stesso ruolo che Geillis ricopre nel primo libro, quindi il suo personaggio mi è sembrata una sorta di ricalcatura.
Nonostante questo, però, il secondo volume della saga non solo è riuscito a farmi ridere in alcuni passaggi, ma anche a farmi piangere: ho provato dolore insieme a Claire e Jamie per la loro perdita (non spoilero altro, per chi non avesse ancora letto il libro o visto la serie tv) e mi sono commossa per alcune parole dette dallo stesso Jamie (che uomo!).
In conclusione, L'amuleto d'ambra è un bel racconto - mi è particolarmente piaciuta la prima parte del romanzo, quella che si svolge nel 1968 - e lascia in sospeso parecchie questioni, ma in molti punti non sono riuscita a ritrovare il ritmo frenetico de La straniera. Inoltre, nel corso del romanzo, sono presenti scene molto forti, raccontate da personaggi come Monsieur Forez o Fergus, che forse avrei evitato per non appesantire la narrazione.


Recensioni:
Don't judje a book my its movie: Outlander - Stagione 1

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