Il libro del destino - Grégory Samak

aprile 09, 2017

Buongiorno lettori! 
Era da un po' che volevo pubblicare la recensione di questo romanzo e, così, eccomi qui per parlarvi de Il libro del destino di Grégory Samak, edito da Editrice Nord. Voi lo avete letto?







TITOLO: IL LIBRO DEL DESTINO
AUTORE: Grégory Samak
CASA EDITRICE: Editrice Nord
PAGINE: 288
PREZZO DI COPERTINA: 16,60 €
EBOOK: 6,99 €
LINK PER L'ACQUISTOQui

SINOSSI
Non avrebbe dovuto accettare la sfida, ma ormai è troppo tardi. Terrorizzato, il bambino solleva lo sguardo dalla scacchiera e incontra gli occhi gelidi dell'ufficiale nazista. Ha perso. La sua famiglia verrà fucilata dalle guardie del campo e a lui verrà amputato un dito, perché ricordi quell’umiliazione per sempre… Elias Ein non è mai stato un uomo di fede. E anche adesso è convinto che ci sia una spiegazione razionale per l’esistenza di quella immensa biblioteca. Che ci sia una ragione, se vi si accede solo tramite una botola nascosta nel sottoscala della grande casa d'epoca che ha appena comprato. Che ci sia una logica in quell'elenco di nomi, date e brevi descrizioni di eventi che occupa tutti i volumi, dalla prima all’ultima pagina. Non può essere davvero il Libro della Vita, di cui parla la Bibbia. No, Elias non vuole credere che il destino di ogni uomo sia già stato scritto. Costernato, apre un volume, trova il nome che cercava e posa il dito sulle lettere dorate. Un gesto che gli offrirà l’occasione di redimersi e di giocare una partita a scacchi con la Storia…


RECENSIONE
Il libro del destino mi è stato regalato l'anno scorso dal mio ragazzo e l'ho letto quasi subito, perché non vedevo l'ora di prenderlo in mano: sia la trama che la copertina mi hanno conquistata fin dal primo istante in cui l'ho visto. Dopo averlo letto, però, devo ammettere che mi sono trovata in difficoltà nel dare un'opinione.
Sicuramente Il libro del destino è un romanzo molto bello e avvincente - anche se in alcuni punti l'ho trovato un po' troppo frettoloso -, il cui intento è quello di far riflettere su ciò che è accaduto durante la Seconda guerra mondiale e su ciò che potrebbe accadere in un futuro, ma mi ha lasciata davvero spiazzata. Senza spoilerare troppo, posso dire che come inizia con un evento violento, crudo e terribile, così finisce con un avvenimento che lascia il lettore con un senso di impotenza e di angoscia (credetemi se vi dico che, ripensando al finale di questo romanzo, l'ansia torna, come se avessi appena chiuso il libro).
Il ritmo è incalzante, perfetto per il tipo di storia che viene narrata, e i capitoli sono brevissimi - ritengo che anche quest'ultima scelta sia azzeccatissima per tenere il lettore con il fiato sospeso e per invogliarlo a continuare la lettura -, ma, nonostante la brevità, i luoghi e i personaggi sono ben descritti.
Soprattutto all'inizio ho sentito tanto la vicinanza ai romanzi di Glenn Cooper - sarà per il fatto di aver trovato una biblioteca che ospita libri su cui c'è scritto il destino di ogni uomo -, ma due cose che non mi sono particolarmente piaciute sono (ATTENZIONE SPOILERil fatto che spesso è come se la vena soprannaturale, la "potenza divina", venga ostentata (basti ricordare il fuoco che illumina le lettere dei Libri) e la mancata spiegazione di una delle parti più interessanti di questi fatidici Libri: perché alcune informazioni della vita sono in codice?



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1 commenti

  1. L'ho letto anche io sotto Natale e devo dire che mi trovo abbastanza d'accordo con la tua recensione. All'inizio prometteva bene, poi quando ho capito dove l'autore voleva andare a parare con i fatidici viaggi nel tempo ho avuto un mancamento! Sarà per il fatto di essere laureata in storia, ma l'idea di un viaggio nel tempo intrapreso con il fine di cambiare la storia non mi è piaciuta per niente. Forse è anche questo il motivo per cui il finale non l'ho vissuto in maniera angosciosa ma più come un "ti sta bene!" riferito al protagonista. Elias è stato spinto da un motivo egoistico mascherato da salvataggio dell'umanità, quando l'umanità stessa era il male contro cui combattere (e il finale lo dimostra pienamente). In un certo senso Elias si è quindi messo sullo stesso piano di chi ha voluto eliminare dalla storia: si è autoproclamato salvatore individuando nell'omicidio lo strumento della salvezza.

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